Pitture Necessarie

Tra qui e altrove

di Isabella Nazzarri


Da qualche anno la mia pittura è più romantica. L’amore per la natura è diventato slancio emotivo e nostalgico. La materia è tornata al passato, impastando colori ad olio su tele e pannelli di legno.

Abbandonando tutti i mezzi superflui, sono tornata all’essenziale.  La pittura ad olio ti costringe a diventare tutt’uno con essa, vivendo al ritmo delle sue asciugature.

Eppure, ha il pregio di essere continuamente viva. La sua struttura non è mai la stessa; una pennellata è diversa dopo un’ora o dopo una settimana. È un animale nel tuo studio che cambia continuamente forma.

Riportare la pittura all’essenza ha richiesto tempo e costanza. Lentamente, ho spogliato le mie tele di ogni segno che non fosse necessario. Dipinti come “Ci sono tutti i miei sogni e i graffi del mattino” emergono come frammenti dall’oscurità, scavati fino ad evidenziare al centro la croce del telaio.

Oltre la superficie delle cose. Oltre la bellezza, l’equilibrio e il colore. Da questo esercizio di libertà sono nati luoghi fatti di ombre e di luci, di impasti e di graffi.

La pittura mi ha portato alla necessità interiore di tornare a casa. Dopo dieci anni di lontananza, sentivo che il mio lavoro aveva bisogno di quei luoghi indimenticabili: la porosità degli scogli, la particolare sfumatura di indaco del mare e le nubi in costante movimento.

Livorno è ruvida e dominata dal vento. Sicuramente imperfetta, ma estremamente romantica.

Abbraccio il desiderio di vivere la vita in moto continuo, spostandomi spesso dalla Toscana a Milano e viceversa. Un flusso costante di quadri mi accompagna in questo andirivieni. Di questo continuo fluttuare, rimane una visione in movimento, mai statica.

Visioni della realtà si fondono con l’immateriale sentimento della nostalgia. La lentezza, il tempo che si dilata nel silenzio. Lo sguardo che si perde fuori fuoco, a metà strada tra ricordo e realtà. Così nasce la mia pittura. Necessariamente in uno stato di mezzo, in bilico tra qui e altrove. 

Between here and elsewhere

​by Isabella Nazzarri


For the past few years my painting has been more romantic. 

The love for nature has become an emotional and nostalgic impulse. The material has returned to the past, mixing oil paints on canvas and wood panels.​

Abandoning all superfluous means, I returned to the essentials. Oil painting forces you to become one with it, living at the pace of its drying. ​

Yet, it has the merit of being continuously alive. ​

Its structure is never the same; a brushstroke is different after an hour or after a week. It is like an animal in your studio that constantly changes shape. 

Bringing painting back to its essence took time and constancy. 

Slowly, I stripped my canvases of any sign that wasn’t necessary. Beyond the surface of things.

Beyond beauty, balance and color. From this exercise of freedom were born places made of shadows and light, of impasto and scratches. Painting led me to the inner need to return home. After ten years of distance,I felt that my work needed those unforgettable places: the porosity of the rocks, the particular shade of indigo of the sea and the clouds in constant movement. ​​

My home town Livorno is definitely imperfect, but extremely romantic.

I embrace the desire to live life in continuous motion, often moving from Tuscany to Milan and vice versa. A constant flow of paintings accompanies me in this comings and goings. Of this continuous fluctuation, remains a vision in motion, never static. The vision of reality blends with the immaterial feeling of nostalgia. ​​

Slowness, time dilating in silence. The gaze that is lost out of focus, halfway between memory 

and reality. This is how my painting is born. Necessarily in a state of middle ground, poised between here and elsewhere.​