Exhibition view

FRACTALIA

Curated by Arianna Beretta

Circoloquadro, Milan

“Fractalia, nome di fantasia che evoca un pianeta lontano, descrive perfettamente il nuovo ciclo di lavori di Isabella Nazzarri che mostra una coerenza poetica insieme a una forte capacità di crescere, maturare e creare opere sempre nuove e fresche, senza mai perdere di intensità. I concetti di trasformazione, metamorfosi e creazione, che abbiamo visto nella mostra presentata nel 2016 a Circoloquadro, vengono qui ripresi e approfonditi grazie a due anni di studi e di lavoro intenso.”

Fractalia è una mostra generativa, nel senso più letterale del termine. Il mio lavoro ha sempre parlato di metamorfosi e trasformazione, gli elementi stessi delle mie opere si trasformano e si plasmano nel tempo con un processo quasi alchemico. […] Le mie opere sono da una parte intimiste, dall’altra metafisiche e alienanti, sembrano venire da un mondo misterioso.”

In mostra ci saranno quattro lavori inediti, che fanno parte della serie Innesti, a cui l’artista lavora dal 2015: si tratta di acquerelli e acrilici su carta in cui elementi fitomorfi e gestuali fluttuano su sfondi neutri e in cui le forme si innestano l’una con l’altra nel processo spontaneo e germinativo, tipico di Isabella Nazzarri.

Da queste carte ha origine la nuova serie dell’artista perché da esse germinano letteralmente nuove opere quasi per mitosi cellulare. Per ottenere questo risultato Isabella Nazzarri ha utilizzato un programma generativo di frattali per elaborare delle opere digitali basate sulla trasformazione delle opere in mostra. Il programma si basa su disposizioni casuali, per cui l’elemento spontaneità, che da sempre accompagna il lavoro dell’artista, diviene anche in questo caso un processo che genera variazioni uniche e irripetibili. Nelle opere originali così come nelle stampe digitali c’è dunque sia l’elemento della spontaneità e della rivelazione sia il processo germinativo di nascita delle forme e della loro trasformazione.

INTERFERENZE

Isabella Nazzarri – Giulio Zanet

Curated by Arianna Baldoni

Monopoli Gallery, Milan

La Galleria Monopoli è lieta di presentare la doppia personale di Isabella Nazzarri e di Giulio Zanet, che si terrà dal 16 maggio al 25 giugno. Curata da Arianna Baldoni, l’esposizione dal titolo Interferenze è un progetto site-specific pensato per gli spazi della galleria, dove si snoda un percorso che mette a confronto opere inedite e interventi installativi che gli artisti hanno realizzato in stretta collaborazione. In mostra spiccano due grandi dipinti sui quali ciascun artista ha coreografato un intervento sull’opera dell’altro e viceversa, secondo modalità progettuali e concettuali incentrate principalmente su l’utilizzo di due differenti gradazioni cromatiche, il viola e il rosa, che da tempo caratterizzano rispettivamente la ricerca di Nazzarri e di Zanet.

Il dipinto dai toni viola di Isabella Nazzarri è accostato a varie sagome disseminate nell’ambiente e a una struttura in tessuto rosa di Giulio Zanet, lo stesso colore che utilizza nella sua grande tela, percorsa da macchie e da figure lineari. Quest’ultima viene affiancata a un corpo leggero di ovatta, a un cilindro in resina policroma e a una scultura dai pigmenti violacei che richiama forme naturali, concrezioni rocciose e cristalline, tipiche della poetica di Nazzarri. L’artista livornese compone universi nitidi, superfici monocrome combinate a configurazioni irregolari, dove affiorano segni accentuati e lievi striature, a formare un paesaggio magmatico in movimento fluido. Mentre i dipinti astratti dai colori brillanti di Giulio Zanet, talvolta con accenti pop o diversamente alternati a velature liquide, sono un insieme di frammenti, elementi multicolori, campiture piatte e informi, dove si fondono gestualità e geometria. Si tratta di segni e tracce del quotidiano, residui di una condizione temporale incerta, sentimenti reconditi o presenti, che riflettono la situazione individuale e collettiva, sempre in bilico tra verità fattuale e tensione ideale.

NOT PROVISIONAL

Isabella Nazzarri – Viviana Valla

Curated by Ivan Quaroni

Fondazione Luigi Di Sarro, Rome

La doppia personale di Isabella Nazzarri (Livorno, 1987) e Viviana Valla (Voghera, 1986) al Centro Luigi Di

Sarro di Roma è incentrata sul confronto diretto tra i diversi approcci metodologici e stilistici che le due

artiste hanno utilizzato per costruire il proprio originale linguaggio pittorico.

Incentrata su un processo essenzialmente gestuale ed erratico, la pittura di Isabella Nazzarri si coagula in un campionario di forme sorprendenti, caratterizzate da segni dai colori vividi e brillanti che si stagliano su fondi monocromi nelle carte come nelle tele. La luce precipitata nei pigmenti diventa la materia anche delle sue sculture, fatte di resine colorate rinchiuse in ampolle di vetro (Monadi) oppure di poliuretano espanso modellato in modo da evocare le formazioni rocciose e i depositi calcarei presenti in natura.

Basata sulla stratigrafia di materiali cartacei è la ricerca di Viviana Valla, che attraverso il rimaneggiamento di post-it, ritagli di riviste, fogli prestampati, brandelli di carte argentate e molto altro costruisce una pittura intima e diaristica che paradossalmente assume l’aspetto di una composizione geometrica. Tema della sua indagine è il conflitto tra emotività e censura, che si esplica in un continuo bilanciamento tra il metodo accumulativo, di carattere intuitivo, e il rigido controllo esercitato sulle forme spesso ortogonali delle sue composizioni.

Tanto il metodo erratico di Isabella Nazzarri, fondato sulla fiducia e libertà gestuali e sulla levità cromatica e segnica, quanto quello critico e conflittuale di Viviana Valla, articolato in un dinamico contrasto tra emotività e razionalità, prefigurano l’assunzione di una responsabilità nei confronti del linguaggio pittorico, usato come filtro interpretativo per la costruzione di una Weltanschauung, di una visione del mondo.

Il titolo Not Provisional allude propriamente al carattere impegnato e “non provvisorio” degli approcci pittorici di Isabella Nazzarri e Viviana Valla. Le due artiste italiane, infatti, differentemente dai provisional painters che rifuggono dal sovraccarico di aspettative legate a un medium secolare come la pittura, accettano di elaborare grammatiche capaci di esprimere il carattere dubitativo, enigmatico e incerto che è all’origine della formazione delle arti visive. La mostra Not Provisional presenta circa una trentina di opere – tra tele, carte e sculture – della recente produzione delle due artiste.

CLINAMEN

curated by Daniele Capra

ABC-ARTE, Genoa

Venerdì 20 ottobre alle 18.30 ABC-ARTE è lieta di presentare Clinamen, prima personale di Isabella Nazzarri in galleria. La mostra, curata da Daniele Capra, propone oltre una ventina di opere che sintetizzano il percorso di ricerca svolto dall’artista negli ultimi due anni che spazia dalla pittura su tela alla scultura realizzata con materiali compositi. La mostra, il cui titolo deriva dal concetto filosofico epicureo che garantisce la libertà degli uomini da ogni forma deterministica, è suddivisa negli spazi della galleria in tre sezioni – Sala dell’aria, Sala dello specchio e Sala dell’oro – che restituiscono al visitatore l’orizzonte emotivo che caratterizza ciascuna serie di opere. Correda la mostra una pubblicazione bilingue con le immagini delle opere e testi di Leonardo Caffo e del curatore.

Nel suo poema De rerum natura Tito Lucrezio Caro trasferisce i principi dell’epicureismo in poesia traducendo con la parola latina clinamen il sostantivo greco parénklisis, ossia la deviazione degli atomi nella loro caduta, che nella fisica materialista di Epicuro rende possibile la libertà umana contro ogni preordinato determinismo. Negli sviluppi artistici di Isabella Nazzarri Clinamen spiega proprio l’andamento creativo – libero, fluido ed errante – caratterizzato da continui piccoli spostamenti e quotidiane microdeviazioni. Un percorso fatto cioè di continuità temporale, ma anche di infinite variazioni su cui si sedimentano la sua pittura e la sua scultura. In particolare l’approccio della Nazzarri è frutto del gesto e di una grammatica dell’agire che produce essa stessa le forme che voi vediamo condensate sulla tela o sulla materia scultorea.

La Sala dell’aria raccoglie le ultime opere bidimensionali dell’artista, lavori su tela e su carta, in cui gli aspetti aniconici e gestuali prendono forma su fondi cromatici uniformi. Segni più marcati e pennellate liquide si alternano liberamente occupando la superficie con modalità apparentemente casuali, frutto di un processo visivo in cui emotività e metodo si fondono.

Nella Sala dello specchio, in un atmosfera più raccolta, sono messi insieme i lavori tridimensionali nati dall’impiego di resine, di colore e di elementi traslucidi. Le opere, caratterizzate da una grande libertà esecutiva, si svelano agli occhi dello spettatore grazie anche alla presenza di uno specchio

che mostra ciò che a prima vista è agli occhi escluso.

La Sala dell’oro è invece dedicata dedicata a delle inedite sculture, realizzate con materiali sintetici, che costituiscono quasi una costellazione di rocce, metafisica e straniante. Un paesaggio aereo in cui l’oro del colore fa guardare in alto e immaginare mondi lontanissimi.

VITA DELLE FORME

curated by Ivan Quaroni

C2 Contemporanea, Florence

Che la forma non debba essere considerata come un segno portatore di significato, ma un contenuto essa stessa, lo sosteneva già Henri Focillon nel 1943, anno in cui dava alle stampe le Vie des Formes.

Isabella Nazzarri ha realizzato, per lo spazio di C2, un nuovo ciclo di acquerelli su carta di medie e grandi dimensioni che rappresentano una riflessione sul valore cognitivo della forma e sul suo autosignificarsi.

Riprendendo il concetto di illusione – e insieme quello di astrazione ambigua – già affrontato nella precedente mostra “Principio di indeterminazione” l’artista ha realizzato dei grandi acquerelli simili ad arazzi e stoffe, dove la forma viene percepita inizialmente come ornamento apparente per mostrare successivamente il proprio contenuto.

Le nuove opere del ciclo “Innesti” hanno una struttura schematica simile a quella dei pattern geometrici e delle texture dei tessuti. Le forme sono, infatti, distribuite sulla superficie della carta con una certa regolarità, tanto da produrre un’impressione ornamentale. Tuttavia, l’impatto esornativo si dissolve non appena ci avviciniamo all’opera per osservare la singolarità di tali forme. Forme la cui natura biomorfica, lo abbiamo detto, rimanda immediatamente alla complessione di microorganismi come i germi, i bacilli e i microbi, a qualcosa, insomma, che non ha nulla a che vedere con la gradevolezza dei florilegi ornamentali degli arazzi o della carta da parati, ma che piuttosto provoca nell’osservatore una sensazione d’inquietudine. Le sue forme liberate sembrano ora muoversi in un campo più vasto e, allo stesso tempo, convergere verso un ipotetico centro spaziale.

Soprattutto negli acquarelli più grandi si ha la sensazione che la loro distribuzione non sia affatto casuale, ma che anzi segua una logica direzionale, per quanto aleatoria. Ecco perché l’impianto esornativo resta flebile, come un’impressione o un’illusione. Quello che emerge è il contrasto tra l’apparente schema d’insieme, statico come ogni impianto decorativo, e il caotico affastellarsi di forme differenti, che trasmettono un senso di pulsante, e insieme perturbante dinamismo. Questa antinomia, questa contraddizione che solo una fertile prassi sperimentale può generare, è uno degli aspetti più interessanti della recente indagine dell’artista.

PRINCIPIO DI INDETERMINAZIONE

Group show curated by Ivan Quaroni

ABC-ARTE, Genoa

EVOLUTIONARY PATTERNS

Isabella Nazzarri – Enrica Borghi

curated by Roberto Mastroianni

Opere Scelte Gallery, Turin

LIFE ON MARS

Curated by Ivan Quaroni

Circoloquadro, Milan