Exhibition view

PAESAGGI LIQUIDI

Anna Caruso e Isabella Nazzarri

26 Ottobre 2019

Palazzo Appiani, Piombino (LI)

A cura di Arianna Baldoni

Si inaugura il giorno 26 ottobre a Palazzo Appiani di Piombino la mostra Paesaggi liquidi, risultato del progetto di residenza d’artista Santa Giulia Frantoio Arte, promosso e realizzato dall’Associazione Amici di Duccio con il finanziamento di Regione Toscana e Giovani Sì e il patrocinio/partenariato del Comune di Piombino. Il progetto di residenza, che ha preso avvio il giorno 11 ottobre presso Villa Santa Giulia (in Loc. Santa Giulia, 57025 Piombino, LI), si concluderà nella Sala Giovanardi dello storico Palazzo Appianicon la mostra a cura di Arianna Baldoni delle opere prodotte in residenza dalle artiste, Anna Caruso e Isabella Nazzarri, che presenteranno ciascuna una serie di dipinti e una installazione site-specific. Nell’epoca della società “liquida” anche il paesaggio ha subito notevoli trasformazioni dovute a diversi processi di antropizzazione e dal differente modo di relazionarsi all’ambiente. Si tratta di cambiamenti diretti che incidono sul territorio, ma anche di un nuovo approccio al contesto. La natura, mutevole e in costante evoluzione, viene percepita con modalità diversificate nell’era della tecnologia, che ha generato un nuovo sentire, una sorta di ricerca intima e individuale, tuttavia sempre più interconnessa dall’uso dei social media, in quello spazio condiviso cui tutti appartengono, anche involontariamente. Prendendo spunto da questa nuova percezione umana, questo progetto di residenza, che si svolge in Alta Maremma Toscana, tra i Comuni di Piombino e Follonica, in un’area del litorale tirrenico divisa tra un passato industriale noto e riconosciuto e un presente “fluido”, ancora in cerca di identità, si propone di stimolare una riflessione sul rapporto tra la società, il singolo e l’ambiente. Per questa prima edizione di residenza d’artista sono state selezionate due giovani artiste, Anna Caruso e Isabella Nazzarri, per la ricerca originale e la poetica incentrata su tematiche inerenti al tema stesso della residenza, che per l’occasione si confronteranno con aspetti più specifici e peculiari legati alla realtà territoriale del luogo in cui ha sede la residenza. Il lavoro di Isabella Nazzarri analizza, sin dagli esordi, il paesaggio come insieme di elementi naturali e forme organiche particolari, dai soggetti vegetali dei primi dipinti astratti alle sculture in resina che richiamano concrezioni rocciose, fino alle ultime stampe digitali. Attraverso colori brillanti, l’artista livornese compone universi nitidi, superfici monocrome combinate a configurazioni irregolari, dove affiorano segni accentuati e lievi striature, a formare un paesaggio magmatico in movimento fluido. I dipinti di Isabella Nazzarri, come Solitario e Piccolo quadro felice – parte del ciclo Pitture di evasione -, sono prodotti con smalti acrilici dalle cromie vibranti che si mescolano in un moto continuo, creando atmosfere metafisiche, sognanti, misteriose. La natura è forza dirompente in espansione, raffigurata nelle superfici piatte simili a vaste pianure, distese sterminate, cavità e grotte multiformi, promontori rocciosi, vette dai profili sinuosi e armonici. Infine, l’installazione a pavimento creata da Nazzarri è composta da una superficie di smalto acrilico dalla forma irregolare simile a una colata nelle gradazioni dell’arancione, che ricordano l’acciaio rovente durante il processo di lavorazione e l’antica tecnica della fusione del ferro utilizzata sin dall’epoca etrusca. Se nell’opera di Caruso il paesaggio è inteso come insieme di segni, frammenti e sovrapposizioni dinamiche dalle tinte tenui o calde, il paesaggio dai colori luminosi di Nazzarri, sorge e si eclissa lentamente nel tempo, un magma multicolore dove l’orizzonte persiste e al contempo diviene traiettoria evanescente, come la linea impercettibile dove terra e cielo si fondono. Durante il periodo di residenza verrà realizzato un docufilm, che testimonierà l’attività artistica di Caruso e Nazzarri includendo diversi sopralluoghi in varie realtà, come quella delle Acciaierie di Piombino, le visite aperte al pubblico e alle scuole negli spazi della residenza d’artista e alcune brevi interviste alle artiste

 

ASTRAZIONI TERRESTRI

A cura di Giacomo Recalcati

Hangar Rosso Tiepido, Modena

Sabato 16 marzo 2019, alle ore 18.00, l’Associazione Culturale Rosso Tiepido di Modena presenta, presso l’Hangar Rosso Tiepido (Via Emilia Est, 1420/3), “Astrazioni terrestri“, un intervento pittorico di Isabella Nazzarri (1987, Livorno) e Giulio Zanet (1984, Torino) che segna l’evoluzione del progetto “La Cattedrale Immaginata” promosso dall’Associazione a partire dal gennaio 2018.

 

Un capannone industriale trasformato in una “chiesa contemporanea” grazie ai murales di dieci street artist italiani. Un inedito progetto che si pone l’intento di proporre un’istantanea dell’astrattismo urbano contemporaneo, focalizzando l’attenzione su una corrente sempre più apprezzata a livello mondiale.

 

«Intervenire sul pavimento della “cattedrale” – scrive il curatore Giacomo Recalcati – è ciò a cui sono chiamati Isabella Nazzarri e Giulio Zanet. Un’operazione che nasce dal basso, la realizzazione di un tracciato percorribile di forme e colori che fluttuano all’interno di due spazi: un rettangolo, posizionato all’ingresso per Zanet e un cerchio al centro della “navata”, per Nazzarri. Un percorso di forme e colori all’interno del quale l’osservatore è chiamato a guardare e a muovere le strutture e le tinte presenti attraverso gli occhi dell’immaginazione nel tentativo di edificare la propria cattedrale immaginata. Le pennellate di colore prive apparentemente di qualsiasi riferimento figurativo sono l’espressione della “potenza in sé” generativa che lo spazio all’interno al quale si muovono possiede. Quell’energia tipica dell’immaginazione che non significa inventare, vivere di illusioni o false speranze ma coincide con quel processo di trasposizione in forma del riflesso di qualcosa di più grande che sentiamo e viviamo a livello (con)creativo. Un piano che riflette come uno specchio ciò che sta sopra e che verrà ma che si formerà e sarà solo nella misura in cui si guarderà la terra immaginando».

 
 
dav
 

GRAFFIARE IL PRESENTE

Curated by Daniele Capra

Casa Testori (Mi)

L’Associazione Culturale Casa Testori è lieta di ospitare il progetto Graffiare il presente, che raccoglie il lavoro di oltre venti artisti che appartengono alla generazione nata tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta. La mostra – curata da Daniele Capra e Giuseppe Frangi – presenta una trentina di opere pittoriche, molte delle quali di grandi dimensioni, di artisti la cui ricerca è caratterizzata da una spiccata tendenza interrogativa e dalla necessità interiore di incidere il presente, per sua intrinseca natura informe, liquido ed impenetrabile. Graffiare il presente presenta al visitatore una selezione di lavori di particolare intensità realizzati nel corso del 2018 e che incarnano la sfida che ciascun artista, ogni giorno, vive rispetto il proprio tempo e la propria condizione esistenziale.

 

La mostra muove dall’idea che vi siano opere che hanno nelle loro ragioni programmatiche più profonde il desiderio di dare degli strumenti interpretativi, di carattere critico e militante per interpretare la realtà che ci circonda, per arginarla o agire in essa, in opposizione all’idea rassicurante ma sterile di suggerire allo spettatore un luogo defilato al riparo dalle contaminazioni del mondo. A partire da questa necessità di insinuarsi attivamente nel nostro tempo, Graffiare il presente presenta delle opere realizzate dagli artisti durante l’ultimo anno che mirano ad essere mattoni in grado di reggere il proprio e l’altrui peso, capaci di lottare per non scivolare nell’indistinto che fagocita ogni cosa in un tempo brevissimo. Tali lavori sono così strumenti di pensiero, tesi e teoremi – sia visivi che filosofici – in grado di sostenere la suggestione dell’utopia, l’ambizione a significare e il proposito di resistere alle tensioni del tempo futuro.

Inoltre la mostra ha nei suoi intenti verificare come la scelta e la pratica del medium pittorico vada ben oltre la sua supposta autoreferenzialità, le cure rivolte esclusivamente agli aspetti linguistico-stilistici o un’improduttiva forma di intimismo espressivo. I lavori di particolare intensità di Graffiare il presente mirano a dimostrare come, per una generazione di artisti, la pratica pittorica nasca da esigenze di perseguimento di obbiettivi intellettuali significativi, come missione estetica, esistenziale o politica. Rifuggendo in ogni modo l’assertiva e rappacificante ripetizione della propria identità, il rassicurante ed inconcludente esercizio dell’arte come decorazione o didascalica addizione al mondo, la mostra rappresenta un tentativo anarchico di cogliere i più significativi sforzi a resistere e a non dissolversi nella rapida mollezza della contemporaneità.

La mostra è corredata da un catalogo, che sarà presentato nel mese di gennaio, che raccoglie le foto delle opere negli spazi di Casa Testori e i testi dei curatori

Paola Angelini, Mirko Baricchi, Paolo Bini, Lorenza Boisi, Thomas Braida, Alessandro Calabrese, Linda Carrara, Nebojša Despotović, Matteo Fato, Agostino Iacurci, Andrea Kvas, Francesca Longhini, Tiziano Martini, Isabella Nazzarri, Marco Pariani, Nazzarena Poli Maramotti, Alessandro Roma, Nicola Samorì, Alessandro Scarabello, Caterina Silva, Aleksander Velišček
a cura di Daniele Capra e Giuseppe Frangi
inaugurazione sabato 1 dicembre ore 18
dal 2 dicembre 2018 al 20 gennaio 2019

Calabrese_Nazzarri

FRACTALIA

Curated by Arianna Beretta

Circoloquadro, Milan

“Fractalia, nome di fantasia che evoca un pianeta lontano, descrive perfettamente il nuovo ciclo di lavori di Isabella Nazzarri che mostra una coerenza poetica insieme a una forte capacità di crescere, maturare e creare opere sempre nuove e fresche, senza mai perdere di intensità. I concetti di trasformazione, metamorfosi e creazione, che abbiamo visto nella mostra presentata nel 2016 a Circoloquadro, vengono qui ripresi e approfonditi grazie a due anni di studi e di lavoro intenso.”

Fractalia è una mostra generativa, nel senso più letterale del termine. Il mio lavoro ha sempre parlato di metamorfosi e trasformazione, gli elementi stessi delle mie opere si trasformano e si plasmano nel tempo con un processo quasi alchemico. […] Le mie opere sono da una parte intimiste, dall’altra metafisiche e alienanti, sembrano venire da un mondo misterioso.”

In mostra ci saranno quattro lavori inediti, che fanno parte della serie Innesti, a cui l’artista lavora dal 2015: si tratta di acquerelli e acrilici su carta in cui elementi fitomorfi e gestuali fluttuano su sfondi neutri e in cui le forme si innestano l’una con l’altra nel processo spontaneo e germinativo, tipico di Isabella Nazzarri.

Da queste carte ha origine la nuova serie dell’artista perché da esse germinano letteralmente nuove opere quasi per mitosi cellulare. Per ottenere questo risultato Isabella Nazzarri ha utilizzato un programma generativo di frattali per elaborare delle opere digitali basate sulla trasformazione delle opere in mostra. Il programma si basa su disposizioni casuali, per cui l’elemento spontaneità, che da sempre accompagna il lavoro dell’artista, diviene anche in questo caso un processo che genera variazioni uniche e irripetibili. Nelle opere originali così come nelle stampe digitali c’è dunque sia l’elemento della spontaneità e della rivelazione sia il processo germinativo di nascita delle forme e della loro trasformazione.

 

 

 

INTERFERENZE

Isabella Nazzarri – Giulio Zanet

Curated by Arianna Baldoni

Monopoli Gallery, Milan

La Galleria Monopoli è lieta di presentare la doppia personale di Isabella Nazzarri e di Giulio Zanet, che si terrà dal 16 maggio al 25 giugno. Curata da Arianna Baldoni, l’esposizione dal titolo Interferenze è un progetto site-specific pensato per gli spazi della galleria, dove si snoda un percorso che mette a confronto opere inedite e interventi installativi che gli artisti hanno realizzato in stretta collaborazione. In mostra spiccano due grandi dipinti sui quali ciascun artista ha coreografato un intervento sull’opera dell’altro e viceversa, secondo modalità progettuali e concettuali incentrate principalmente su l’utilizzo di due differenti gradazioni cromatiche, il viola e il rosa, che da tempo caratterizzano rispettivamente la ricerca di Nazzarri e di Zanet.

Il dipinto dai toni viola di Isabella Nazzarri è accostato a varie sagome disseminate nell’ambiente e a una struttura in tessuto rosa di Giulio Zanet, lo stesso colore che utilizza nella sua grande tela, percorsa da macchie e da figure lineari. Quest’ultima viene affiancata a un corpo leggero di ovatta, a un cilindro in resina policroma e a una scultura dai pigmenti violacei che richiama forme naturali, concrezioni rocciose e cristalline, tipiche della poetica di Nazzarri. L’artista livornese compone universi nitidi, superfici monocrome combinate a configurazioni irregolari, dove affiorano segni accentuati e lievi striature, a formare un paesaggio magmatico in movimento fluido. Mentre i dipinti astratti dai colori brillanti di Giulio Zanet, talvolta con accenti pop o diversamente alternati a velature liquide, sono un insieme di frammenti, elementi multicolori, campiture piatte e informi, dove si fondono gestualità e geometria. Si tratta di segni e tracce del quotidiano, residui di una condizione temporale incerta, sentimenti reconditi o presenti, che riflettono la situazione individuale e collettiva, sempre in bilico tra verità fattuale e tensione ideale.

 

 

 

NOT PROVISIONAL

Isabella Nazzarri – Viviana Valla

Curated by Ivan Quaroni

Fondazione Luigi Di Sarro, Rome

La doppia personale di Isabella Nazzarri (Livorno, 1987) e Viviana Valla (Voghera, 1986) al Centro Luigi Di

Sarro di Roma è incentrata sul confronto diretto tra i diversi approcci metodologici e stilistici che le due

artiste hanno utilizzato per costruire il proprio originale linguaggio pittorico.

Incentrata su un processo essenzialmente gestuale ed erratico, la pittura di Isabella Nazzarri si coagula in un campionario di forme sorprendenti, caratterizzate da segni dai colori vividi e brillanti che si stagliano su fondi monocromi nelle carte come nelle tele. La luce precipitata nei pigmenti diventa la materia anche delle sue sculture, fatte di resine colorate rinchiuse in ampolle di vetro (Monadi) oppure di poliuretano espanso modellato in modo da evocare le formazioni rocciose e i depositi calcarei presenti in natura.

Basata sulla stratigrafia di materiali cartacei è la ricerca di Viviana Valla, che attraverso il rimaneggiamento di post-it, ritagli di riviste, fogli prestampati, brandelli di carte argentate e molto altro costruisce una pittura intima e diaristica che paradossalmente assume l’aspetto di una composizione geometrica. Tema della sua indagine è il conflitto tra emotività e censura, che si esplica in un continuo bilanciamento tra il metodo accumulativo, di carattere intuitivo, e il rigido controllo esercitato sulle forme spesso ortogonali delle sue composizioni.

Tanto il metodo erratico di Isabella Nazzarri, fondato sulla fiducia e libertà gestuali e sulla levità cromatica e segnica, quanto quello critico e conflittuale di Viviana Valla, articolato in un dinamico contrasto tra emotività e razionalità, prefigurano l’assunzione di una responsabilità nei confronti del linguaggio pittorico, usato come filtro interpretativo per la costruzione di una Weltanschauung, di una visione del mondo.

Il titolo Not Provisional allude propriamente al carattere impegnato e “non provvisorio” degli approcci pittorici di Isabella Nazzarri e Viviana Valla. Le due artiste italiane, infatti, differentemente dai provisional painters che rifuggono dal sovraccarico di aspettative legate a un medium secolare come la pittura, accettano di elaborare grammatiche capaci di esprimere il carattere dubitativo, enigmatico e incerto che è all’origine della formazione delle arti visive. La mostra Not Provisional presenta circa una trentina di opere – tra tele, carte e sculture – della recente produzione delle due artiste.

 

 

CLINAMEN

curated by Daniele Capra

ABC-ARTE, Genoa

Venerdì 20 ottobre alle 18.30 ABC-ARTE è lieta di presentare Clinamen, prima personale di Isabella Nazzarri in galleria. La mostra, curata da Daniele Capra, propone oltre una ventina di opere che sintetizzano il percorso di ricerca svolto dall’artista negli ultimi due anni che spazia dalla pittura su tela alla scultura realizzata con materiali compositi. La mostra, il cui titolo deriva dal concetto filosofico epicureo che garantisce la libertà degli uomini da ogni forma deterministica, è suddivisa negli spazi della galleria in tre sezioni – Sala dell’aria, Sala dello specchio e Sala dell’oro – che restituiscono al visitatore l’orizzonte emotivo che caratterizza ciascuna serie di opere. Correda la mostra una pubblicazione bilingue con le immagini delle opere e testi di Leonardo Caffo e del curatore.

Nel suo poema De rerum natura Tito Lucrezio Caro trasferisce i principi dell’epicureismo in poesia traducendo con la parola latina clinamen il sostantivo greco parénklisis, ossia la deviazione degli atomi nella loro caduta, che nella fisica materialista di Epicuro rende possibile la libertà umana contro ogni preordinato determinismo. Negli sviluppi artistici di Isabella Nazzarri Clinamen spiega proprio l’andamento creativo – libero, fluido ed errante – caratterizzato da continui piccoli spostamenti e quotidiane microdeviazioni. Un percorso fatto cioè di continuità temporale, ma anche di infinite variazioni su cui si sedimentano la sua pittura e la sua scultura. In particolare l’approccio della Nazzarri è frutto del gesto e di una grammatica dell’agire che produce essa stessa le forme che voi vediamo condensate sulla tela o sulla materia scultorea.

La Sala dell’aria raccoglie le ultime opere bidimensionali dell’artista, lavori su tela e su carta, in cui gli aspetti aniconici e gestuali prendono forma su fondi cromatici uniformi. Segni più marcati e pennellate liquide si alternano liberamente occupando la superficie con modalità apparentemente casuali, frutto di un processo visivo in cui emotività e metodo si fondono.

Nella Sala dello specchio, in un atmosfera più raccolta, sono messi insieme i lavori tridimensionali nati dall’impiego di resine, di colore e di elementi traslucidi. Le opere, caratterizzate da una grande libertà esecutiva, si svelano agli occhi dello spettatore grazie anche alla presenza di uno specchio

che mostra ciò che a prima vista è agli occhi escluso.

La Sala dell’oro è invece dedicata dedicata a delle inedite sculture, realizzate con materiali sintetici, che costituiscono quasi una costellazione di rocce, metafisica e straniante. Un paesaggio aereo in cui l’oro del colore fa guardare in alto e immaginare mondi lontanissimi.

 

VITA DELLE FORME

curated by Ivan Quaroni

C2 Contemporanea, Florence

Che la forma non debba essere considerata come un segno portatore di significato, ma un contenuto essa stessa, lo sosteneva già Henri Focillon nel 1943, anno in cui dava alle stampe le Vie des Formes.

Isabella Nazzarri ha realizzato, per lo spazio di C2, un nuovo ciclo di acquerelli su carta di medie e grandi dimensioni che rappresentano una riflessione sul valore cognitivo della forma e sul suo autosignificarsi.

Riprendendo il concetto di illusione – e insieme quello di astrazione ambigua – già affrontato nella precedente mostra “Principio di indeterminazione” l’artista ha realizzato dei grandi acquerelli simili ad arazzi e stoffe, dove la forma viene percepita inizialmente come ornamento apparente per mostrare successivamente il proprio contenuto.

Le nuove opere del ciclo “Innesti” hanno una struttura schematica simile a quella dei pattern geometrici e delle texture dei tessuti. Le forme sono, infatti, distribuite sulla superficie della carta con una certa regolarità, tanto da produrre un’impressione ornamentale. Tuttavia, l’impatto esornativo si dissolve non appena ci avviciniamo all’opera per osservare la singolarità di tali forme. Forme la cui natura biomorfica, lo abbiamo detto, rimanda immediatamente alla complessione di microorganismi come i germi, i bacilli e i microbi, a qualcosa, insomma, che non ha nulla a che vedere con la gradevolezza dei florilegi ornamentali degli arazzi o della carta da parati, ma che piuttosto provoca nell’osservatore una sensazione d’inquietudine. Le sue forme liberate sembrano ora muoversi in un campo più vasto e, allo stesso tempo, convergere verso un ipotetico centro spaziale.

Soprattutto negli acquarelli più grandi si ha la sensazione che la loro distribuzione non sia affatto casuale, ma che anzi segua una logica direzionale, per quanto aleatoria. Ecco perché l’impianto esornativo resta flebile, come un’impressione o un’illusione. Quello che emerge è il contrasto tra l’apparente schema d’insieme, statico come ogni impianto decorativo, e il caotico affastellarsi di forme differenti, che trasmettono un senso di pulsante, e insieme perturbante dinamismo. Questa antinomia, questa contraddizione che solo una fertile prassi sperimentale può generare, è uno degli aspetti più interessanti della recente indagine dell’artista.

 

 

PRINCIPIO DI INDETERMINAZIONE

Group show curated by Ivan Quaroni

ABC-ARTE, Genoa

 

 

EVOLUTIONARY PATTERNS

Isabella Nazzarri – Enrica Borghi

curated by Roberto Mastroianni

Opere Scelte Gallery, Turin

 

 

LIFE ON MARS

Curated by Ivan Quaroni

Circoloquadro, Milan